UNO DEI PIU' BELLI, RICCHI, SFARZOSI ED ELEGANTI COSTUMI D'ITALIA
      Sembra una cosa davvero strana, ma bisogna, purtroppo, ammettere che ben poco si conosce circa le origini del tradizionale costume calabrese, ormai non indossato più, nemmeno dalle persone anziane.
     Allo stato attuale possiamo solo dire che il costume indossato dalle donne era molto ricco di ornamenti variopinti e, in alcuni casi, riportava ai tanti belli e sfarzosi indumenti indossati dalle donne dell'antica Grecia e Magna Grecia.
      Il costume della nostra regione si presentava, allora, vistoso, allegro e chiassoso, ma molto complicato nella sua composizione esenziale.
     Gelosamente custodito dalle varie generazioni di calabresi, possiamo dire che il vecchio indumento, per secoli, ha rivelato e rappresentato una precisa identità di appartenenza etnica. Ed è per questo che esso risulta talmente legato all'evolversi delle generazioni, al punto di non potere scindere il rapporto tra cultura tradizionale e vita di tutt'i giorni.
    Una cosa veramente importante, poi, è quella che nel passato il costume faceva parte della dote di ogni ragazza che, dopo sposata, lo indossava come una seconda pelle, senza possibilità  di potersene privare o abbandonarlo per indossare indumenti più moderni.
     Il giorno del fidanzamento ufficiale e il giorno delle nozze la ragazza indossava il "vestito di gala" (così era considerato l'abito nuziale): una vera chicca di artigianato locale che le brave sarte del paese allestivano per tali grandi circostanze.
     Con riferimento al sesso maschile, per capire l'importanza dell'abito nuziale, basta solo ricordare che, fino a qualche tempo fa, in Calabria si usava vestire la salma con l'abito indossato il giorno del matrimonio (accuratamente conservato per tale ultima circostanza della vita...).
    Detto questo, è il caso di aggiungere e sottlineare che, in definitiva, il costume calabrese presentava tre varianti: il costume festivo, il costume di mezza festa e il costume giornaliero.
   Il materiale utilizzato per confezionare l'indumento tipico locale era la lana (per i contadini), il cotone, il lino e la seta (materiali usati per gl'indumenti del ceto medio) e le costose stoffe pregiate provenienti dai laboratori specializzati, diretti dai grandi esperti di moda tessile, che producevano su ordinazione.
      Ragion per cui i costumi variavano per la qualità dei tessuti impeigati, per la fattura e la quantità dei costosissimi ornamenti che provenivano, per lo più, da Napoli, centro di riferimento artistico e culturale per per tutto il Mezzogiorno d'Italia.
 
    Ancora meno si sa del costume maschile, sparito quasi completamente dalla circolazione… forse a causa dei fattori: "emigrazione", "servizio militare" e "guerre" che, nel passato, hanno, pur-troppo, svuotato interi paesi del Mezzogiorno d'Italia...
       
      In linea generale l'abito maschile delle classi rurali era di lana, di orbace o di comune panno turchino. Un corpetto di fustagno o velluto, un largo mantello a ruota di panno e un cappello a cono che si rifaceva alle vecchie pagine del brigantaggio che ha caratterizzato un importante periodo storico vissuto nel Sud....

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