Lettera  al vescovo Morosini - a don Giuseppe agli  amministratori

 

In questi giorni,  giunge a conoscenza dei cittadini di  alcuni provvedimenti emessi da Morosini, vescovo della diocesi di Locri, e dal parroco locale relativi  ai festeggiamenti, che si tengono, da gene-razioni ogni fine agosto. a Gioiosa Ionica, in onore di San Rocco.
       Premesso che  nessuno contesta ai poteri cattolici  territoriali di poter  decidere  di questioni interne ai loro appartenenti e di per-seguire, nel rispetto dei diritti della  società democratica e pluralista, le proprie finalità etico-religiose,  si fa presente che gli  attesi festeg-giamenti di S. Rocco costituiscono da generazioni un  impasto  di fede, di devozione, di magia, di speranze di liberazione, di esplo-sione di festività popolare, di sentimenti e di ricordi collettivi,  di so-pravvivenza economica, e purtroppo  anche di speculazioni,  pre-varicazioni e pubblica esternazione del poteri occulti.
        Questo eterogeneo impasto di presenze ed espressioni sociali non ha finora trovato nelle varie istituzioni locali quella adeguata competenza e azione di governance che le giornate della festa di  S. Rocco richiedono. Ogni anno purtroppo  irrompono  azioni  di pre-potenza, di danneggiamenti, di ferimenti, di morte. Anche all’interno della stessa processione di S. Rocco, l’azione di impossessamento della vara del santo è sempre stata oggetto di pubblico sdegno, in quanto il   paese ha colto in quella prepotenza  l’esternazione e pubblicizzazione  del potere intimidatorio della ndrangheta locale e uno scandalosa manifestazione di  supina omertà del clero.
       Proprio per la  peculiare e secolare caratteristica di impasto  sacro-profano insita nei  festeggiamenti della festa patronale,  e per la molteplicità degli interessi  ad essi legati, ci si aspettava da parte di una istituzione di cultura quale la chiesa, che si avviasse per tempo un tavolo di incontro dove tutte le componenti cointeressate ai festeggiamenti potessero esprimersi e trovare una proficua conver-genza che salvaguardasse le giuste diversificate istanze e finalità.
       Invece ci troviamo di fronte a decisioni solipsistiche che, se da una parte cercano di tutelare alcuni risvolti religiosi, dall’altro ven-gono abbandonate tutte le altre problematiche della festività lasciando nella perplessità  la comunità locale compresi quei cattolici che vorrebbero una chiesa  meno omertosa...
        Anche l’ amministrazione comunale porta le sue responsabilità di soggetto distratto o in fuga su diversi aspetti della tradizionale festa gioiosana: mancato dialogo e raccordo con le istituzioni eccle-siastiche e le rappresentanze cittadine, ordinata e vigile assegnazione degli spazi per le bancarelle, assegnazione delle aree parcheggio automezzi, igiene pubblica e gestione dei rifiuti, prevenzione degli abusi e dei soprusi.
       Noi  crediamo che ci sia ancora tempo utile per la chiesa locale, anche in recepimento dell’invito   del Concilio Vaticano II  all’ ascolto  dell’umanità, e per l’amministrazione comunale perché si organizzi un incontro tra le varie componenti religiose e laiche di Gioiosa Ionica sulla festa di S. Rocco.
        Attendiamo fiduciosi un cenno di riscontro.

        
Gioiosa Ionica, 31 luglio 2011

                                                                   “CIVITAS GIOIOSA – cittadini attivi”
                                                                 
(Il Presidente Natale Bianchi)