STATALE  106

La  pochezza delle istituzioni della Locride
 

     Dopo decine e decine d' anni di  sacrosante grida sull'arretratezza e isolamento del nostro territorio, finalmente erano stati appaltati alcuni lotti per la costruzione della nuova 106. Di questi,  quali  sono stati bloccati  dalla magistratura per infiltrazioni mafiose,  come il tratto  Gioiosa Jonica,  quali per utilizzo di materiali non a norma di legge,  come il tratto  Palizzi.  
   
    Questo  a dimostrare  ancora una volta l’incapacità di far uscire il nostro territorio dal suo isolamento  alla faccia di tutta la prosopopea  che puntualmente ci viene propinata  dalle  nostre istituzioni locali: i nostri sindaci che come i coccodrilli ad ogni incidente con morti fanno sfoggio della propria  indignazione; il prefetto di turno che non manca di assicurare sul proseguimento dei lavori. 
   

  
In realtà tutti i soggetti coinvolti nei lavori stanno ragionando su come bloccarli, accampando difficoltà “ambientali”  insuperabili:   pressioni della criminalità locale (ed è vero),  mancanza di imprese in condizioni di fornire calcestruzzo per via delle certificazioni antimafia (che se è vero significa che tutte le imprese del settore sono o mafiose o contigue alla mafia con tutto quello che significa),  in fine   le imprese locali da utilizzare nei sub appalti  che hanno fatto cartello, pretendendo per la loro opera, somme insostenibili.

   In realtà  la Astaldi,  vincitrice della gara riguardante il lotto Siderno-Bovalino,  dopo aver aperto gli uffici a Siderno circondandosi di una miriade di soggetti, non sempre ben presentabili,  ha deciso che gli conviene di più abbandonare il campo e rinunciare all'appalto pagando ben volentieri le penali pur di tirarsi fuori dal letamaio in cui vorrebbe far credere di essere caduta,  sostenendo che tanti costi sono variati da quando ha  vinto la gara: i carburanti, i problemi archeologici, la sicurezza dei cantieri,  l'impossibilità di utilizzare le imprese locali nei sub-appalti , etc. etc…
   
   Tutto questo accade nel silenzio generale, tanto in questo momento le elezioni sono lontane, non ci sono “politici “ che devono dare prova del proprio interesse per questo territorio,  né  ci sono associazioni preoccupate di quanto sta avvenendo.  In certi periodi si scatenano le fantasie più assurde e tutti si sentono titolati a dire la propria provocando un diluvio di testimonianze e prese di posizione sulla bontà della Bovalino-Bagnara,  sulla Pedemontana dello Stilaro,   su questo o su quello, mentre l'unica opera vera e necessaria  cioè la 106, rischia di essere archiviata definitivamente.
  
    Così, dopo lo smantellamento della ferrovia bisogna riporre in un cassetto anche le speranze di una strada che  avrebbe salvato decine di vite umane ogni anno, favorito la crescita  dell’economia locale e del  turismo,  migliorato la viabilità e la salute nei centri  abitati.
  
   Così lo scippo beffardo dei  fondi della 106 perpetrato dal  “Nordista” Tremonti  ai danni  della “pezzente patria dei terroni”  per coprire il mancato introito dell'ICI è promosso  a “ ottima riuscita furbata  economico - politica”  dalla rassegnazione generale dei nostri.  In sostanza i nostri soldi sono stati scippati per  regalarli a  possessori di ville e residenze di lusso fatte figurare come prime case.  E’ l’Italia  stravincente dei “grassi e furbi” dove ogni principio di cristianesimo e di etica va a farsi fottere.

    Tutto questo ha fatto riflettere imprese come la Astaldi che  si è detta: chi ce lo fa  fare di sforzarci a superare una serie di problemi per poche “centinaia” di milioni di euro rimasti,  visto che il grosso dei miliardi programmati sono spariti? E' chiaro che alla restituzione più in là dello scippo  da parte  del nordista Tremonti non ci credono, d'altronde crederci è roba da babbuini.
  
    Ora, visto quello che sta accadendo nel silenzio generale, compresi  gli organi di informazione, il minimo che  possiamo pretendere noi cittadini di questa terra è una,pur se tardiva, decisa corale estrema protesta dell’associazione dei sindaci, dei membri del consiglio provinciale, dei rappresentanti regionali e nazionali.  L'unica cosa  concreta ci è stata scippata dal governo e consequenzialmente l'unico gesto dignitoso da fare, per coloro che ricoprono qui incarichi pubblici, è sgombrare il campo dalla loro inutile presenza se non c’è capacità e coraggio  di difendere sacrosanti  diritti dei cittadini.

Gioiosa Jonica, 27 settembre 2008

                                                                           natale  bianchi