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ESPRESSIONI  tipiche  della  nostra  Gioiosa


 

Se è vero che "un esempio vale più di mille parole", un "modo di dire" vale più di mille esempi.

La "frase idiomatica" è un punto di riferimento per chi vuole sottolineare o rendere più verosimile il senso di un discorso; per chi vuole citare una fatto, un episodio o un avvenimento passato e spiazzare o mettere alle corde l'interlocutore che ci sta di fronte.

Il contenuto delle righe che seguono potranno confermarlo, senza bisogno di alcuna dimostrazione.

 

 

'MPILU  'MPILORU

     Generalmente viene riferita a persona che se ne sta in piedi, immobile e impalata come un manichino.

 

SI'  COM'A  CAN'I  MICHELI

'A can'i Micheli era una cagna pigra e malaticcia. Per risparmiarsi la fatica di andare a bere, "diceva" che nel fiume non c'era acqua.

 

TUTT'I  PULICI  ND'HANN'A  TUSSI

E' come dire: "Ormai tutti sono diventati sapienti e ognuno vuole avere ragione...".

 

DOPPU  D'I  SPARI

    Tradotto letteralmente significa "Dopo i fuochi di artificio". Frase che generalmente si usa per indicare una cosa o un evento che non si verificherà mai.

I sordi t'i dugnu doppu d'i spari; è come dire: "I soldi non te li darò mai".

 

MITA'  E  'GUALI  PORZIONI

 

    Dicesi di persona che, dovendo dividere qualcosa con qualcuno, ragiona a proprio tornaconto…

Cioè: "Prima di tutto, facciamo metà a me e metà a te. Poi prendiamo la tua metà, la dividiamo ancora in due e facciamo come prima: metà a me e metà a te"...

 

 

MINARI  AD  ARRUNZARI

     Fare un lavoro molto velocemente. - Alla rinfusa. - Senza criterio.

  

A  PPED'I  PIRU

 

Frase che viene usata quando si vuole far intendere che si è ancora al punto di partenza.

Sim'ancora a pped'i piru: siamo ancora al punto di partenza.

 


 

'A CIRA SQUAGGHJA E  'U SANTU NON CAMINAù

 

"La cera si sta sciogliendo e il Santo non si decide a camminare".

E' un modo come un altro per dire che si stanno facendo sacrifici inutilmente e si rischia di perdere tutto...

 

 

 

LUPU,  LAPA  O  CACARÒCCIUL'I  CRAPA

 

Frase che spesso viene usata nel gergo dell'onorata per indicare una persona che, nella società, non ha molto valore o che non ha identità.

"Tu non sì no' lupu, no' lapa e no' cacaròcciulu 'i crapa!". (Non sei nè lupo nè ape nè sterco di capra!).

 

 

 

 

I  CUMBINARU  COM'I  SANT'I  RIGGIU

 

La frase, che ha sapore di "essere ridotti veramente male", tradotta letteralmente significa: "Li hanno combinati come i Santi di Reggio".

Di sicuro tale "modo di dire" fa riferimento al terremoto di Reggio Calabria (1908), che avrebbe ridotto pietra su pietra le chiese e le case della città.

 

 

 

S'AMMOJ'O  PANI

 

(Inzuppare il pane…) Dicesi di persona ironica che prende in giro qualcuno, divertendosi alle sue spalle.

 


'A  SERPI  'NT'A  PAPARINA

 

      Il significato è ampio, ma una volta dicevasi di donna che indossava la pelliccia senza saperlo fare.

      "Mi pari 'a serpi 'nt'a paparina": Mi sembra la serpe dentro il papavero.

 

 

'A  MORTI  SUP'A  'RANGARA

 

    Dicesi di persona che è sul punto di morire. "La morte sull'arancio" sta, infatti, a significare una persona che, arrampicata su un arancio, spinta dalla morte, sta per cadere tramortita.

 

 

 

O  ORGIU  O  PAGGHJA

 

"O orgiu o pagghja, scippi sempi": Una cosa o l'altra la ottieni sempre. - Non rimani mai indietro...

 
 

 

SI  NON  CHJOVI  ZAFALIJA

 

Dicesi di una persona che, in un modo o nell'altro, riesce sempre ad avere la meglio.

 

 
 

ESTI  'N  CADDU  COM'A  LILLA

 

E' in calore come Lilla.  "Lilla" era una cagna che, praticamente, un mese sì e l'altro... pure, era sempre in calore.

 

 

 

RICCU  E  SANTU

 

     La frase veniva detta per augurare una vita ricca e beata ai bambini che starnutivano.

 

 

 

TI  FAZZ'U  VID'A  MADONNA  C'A  SAJA!

 

Visto che non esiste una Madonna che indossa la "saja", il significato della frase è quello di: "Ti faccio vedere i sorci verdi!".

Si tenga presente che la saja era il costume tradizio nale che indossavano le donne (maddamme) di Gioiosa.

 


 

 

TI FAZZ'U VA' PE' D'ERBI SENZA CURTEJU

 

Letteralmente: "Ti faccio andare a raccogliere erbe senza coltello".

"Ti aggiusto io". - "Ti faccio vedere chi sono io!".

Usata per minacciare o intimidire una persona.

 

 

 

'N'ACCEJU  'I  MALAGLURIU

 

Uccello di malaugurio. – Persona o cosa che porta male. - Portatore di sfortuna.

 

 

A  CRUCI  E  A  NUCI

 

     Sistemati di traverso. Allo stesso modo con cui vengono sistemate le sarde sotto sale.

 

 

 

'NDI  FACIMMMA  PIRU

 

"Ci siamo divertiti fino a stancarci". - "Ce la siamo veramente spassata".

 

   

SI  COLA  CACAVA  NON  MORÌA

 

Tradotto letteralmente: "Se il maiale fosse andato di corpo, non sarebbe morto".

Cola (Nicola), infatti, è il nome che veniva usato per indicare il maiale.

 

 

'NCI  FACIMU  L'OCCHJI  PANATA

 

"Gli faremo gli occhi molli come una zuppa!". - "Lo batteremo!". - "Lo ridurremo male!".

 

 

'A  ZZICC'A  ZZICCA

 

Che va preciso. - Fatto su misura. - Che entra a stento.

 

 

 

 

ATTACCAMM'A  VACCA D'Π CUGGHJUNA...

 

"Abbiamo perso solo il tempo", in quanto non si possono legare i testicoli alla mucca, se non ce l'ha…

 

 

 

MI  PARI  'U  BABBU  D'A  GIGGHJA

 

Frase che sta a indicare una persona stupida o imbecille.

Si tenga presente che 'u babbu d'a Gigghja andava continuamente in campagna a raccogliere legna e, durante il lavoro, usava cibarsi di soli lupini.

 

 

 

QUATTRU FICA, NOVI RÒTULA

 

"Facisti quattru fica, novi ròtula".

Ha per significato:

"Con soli quattro fichi hai formato nove rotoli".

Essendo, infatti, un rotolo = 800 grammi, è impossibile che quattro soli fichi possano pesare 7 chili e 200 grammi.

Oltre tutto, essendo 'u ròtulu una misura usata nel campo dei filati, la frase vuole chiaramente significare: "Hai preso fischi per fiaschi". – Hai fatto confusione.

 
 

 

SCIACQUA  ROSA  E  MBIVI  AGNISA

 

Sta per scempio. - Caos. - Sciupio. – Fare ogni cosa in modo superficiale.

In altri casi può significare: "Hai fatto quello che hai voluto…".

 


 

 

T'ABBACA  'U  VA'  SCIANCATU!

 

Letteralmente: "Hai voglia di andare in giro vestito di cenci!".

La frase aveva anche il significato di:

"E' inutile che fai, tanto, non cambierai mai la tua posizione!".

 

 

 

'U  NDA'  'U  SCINDENTI!

 

Dicesi di persona vorace. Letteralmente va tradotto come. "Ce l'hai l'esofago!"

"Ce l'hai la fame!". - "Questa sì che si chiama fame!".

 

 

 

T'A  SPARAST'A  CAGLIA!

 

Frase che viene ironicamente indirizzata a una persona che ha appena finito di raccontare un sacco di "balle"...

E' come dire: "L'hai sparata grossa e non hai convinto nessuno".

 

 

 

I  TRISPIDI  D'U  CULU

 

Fondelli. - Natiche. – Chiappe.

"U 'cchjappàu d'i trìspidi d'u culu e u volàu j'avanti".

Lo ha afferrato per i fondelli e lo ha buttato fuori.

 

 

 

SI  FUTT'A  LIRA  E  CCU'  A  PENZA…

 

La frase completa: "Si futt'a lira e ccu' a penza! Datimi ddu' sord'i nuciji â credenza!".

Dicesi di persona che, volendo dimostrare di non pensare assolutamente ai soldi, spende e spande da ogni dove, ma facendo debiti di qua e di là...

Letteralmente significa:

"Si vada a fare friggere la lira e chi la pensa! Mi dia due soldi di noccioline che poi gliele pagherò".

 

 

 

CU  'STU  LUC'I  LUNA...

 

"Con i tempi che corrono...". - "Con questa crisi...". "E chi ci ha un centesimo!".

 

 

 

AUNDI  JIST'U  'MPENDI  I  VÈRTULI!

 

"E proprio a me lo vieni a raccontare!"

E' anche come dire:

"A casa di suonatori non si fanno serenate".

 

 

 

SI  FICI  'NU  PIRUNI – SI  FICI  'NA  VIRGA -

DURU  COM'A  'N'ALA  'I  STOCCU

 

Stanno tutti per: "Si è ubriacato e, per evitare di perdere l'equilibrio e cadere, cammina diritto come un legno o rigido come lo stoccafisso".

 

 

'NIMAL'I  CORDA

 

Ci si riferisce senz'altro alle bestie da soma che, devono essere tirate per la corda.

 

 

 

NON  T'I NEGU E NON T'I DUGNU

 

La frase, nella sua completezza, è:

"Fujutu non sugnu, non t'i negu e non t'i dugnu".

Tradotto alla lettera: "Non sono scappato dal paese, per cui i soldi che ti devo dare, non te li nego e nemmeno te li darò".

Ed è come dire "Non te li darò mai…".

 

 

 

CUMPARI  FIN'  CURVA…

 

Dicesi quando si vuole scambiare la parola compare, nel senso di parentela, con compare (verbo "comparire").

Quindi:

"Cumpari fin'a curva, cà po' non cumpari cchjù!".

"Compare fino alla curva e poi non compare più".

 

 

 

STACI  BBONU  UNU…

 

"Staci bbonu unu fin'a quando non voli l'attu".

"Sta bene uno finchè non vuole l'altro".

Dicesi di persona che stava bene fino a quando non arriva un'altra a rompere le scatole.

 

 

 

U  CCHJAPPI  D'A  TESTA  E  T'A  FUJi D'  CUDA

 

"Lo prendi per la testa e scappa dalla coda".

Dicesi di persona ambigua, viscida come una biscia e poco affidabile.

 

 

 

C'A  SCUSA  D'U  FIGGHJOLU…

 

"C'a scusa d'u figghjolu, 'a mamma si mangia l'ovu…".

La frase, che si presta ad essere interpretata con tutte le allegorie possibili, vuole letteralmente significare:

"Con la scusa del bambino, anche la mamma ne assaggia un pochino...".

  

 


FAR'A  FERA

 

Era il regalino in soldi che una volta il padre faceva ai propri figli in occasione di una festività (generalmente la festa patronale).

"Papà, m'a fa' 'a fera?": papà, mi regali qual che soldino per la festa?


 

 

TENÌTILU  QUATTRU  CÀ  CINCU  N'O  PONNU

 

La frase viene pronunciata per sottolineare che non si ha paura delle minacce di un avversario.

- T'ammazzu! Ti scannu! Ti sparu! – fa, uno.

- Tenìtilu quattru ca cincu n'o ponnu (Tenetelo quat tro perchè in cinque non ce la fanno) - risponde l'altro.

 

 

 

'I  'UNDI  VEGNU,  VEGNU  D'U  MULINU

 

L'espressione è usata per indicare persona che si è messa a menare legnate di santa ragione.

 

 

 

E'  DI  PÊCURA  E  NON  SI  COCI

 

Duro di comprendonio. - Che non vuole ragionare. Letteralmente: "E' carne di pecora, per cui difficilmente concluderà la cottura".

 

 

 

SENZ'O  MANGIU  E  SENZ'O  MBIVU

 

"Senza avere ottenuto alcun beneficio mi trovo in un mare di guai".

 

 

MANU  CU  MANU

 

Dicesi di due persone che, per scambiare un qualcosa, non avendo fiducia l'uno dell'altro, decidono di applicare il principio del "Tie' e dammi".

  

 

'NCI  MIS'A  SPUTAZZA  SUP'O  NASU

 

Fino a qualche tempo fa, un ragazzo che voleva fare a cazzotti con un altro, per provocarlo, gli metteva un po' della propria saliva sul naso.
 

 

TUTT'I TRENI FRISCHJÀVANU E NUJU PARTÌA

 

E' lo stesso che dire "Armiamoci e partite". "Tutti parlavano, ma nessuno agiva".

 

  

NON  STOCCA  E  NON  JUNGI

 

Dicesi di persona che non conclude nulla ed è sempre al punto di partenza. - Persona che parla continuamente a casaccio.

 

 

 

O  VAJ'ALL'ACQUA  O  GUARD'U  FIGGHJOLU

 

"O vado a prendere l'acqua o guardo il bambino; tutte e due le cose in una volta non posso farle".

 

 

 

SI'  COM'ALL'OVU  Ô  FOCU

 

"Sei come l'uovo che sta accanto al fuoco: più sta più diventa sodo". Si dice di persona che, essendo prossimo alla vecchiaia, più tempo passa e più "appassisce".

 

 

 

 

A  MMIA  CCHJU'  STOCCH'I  SIRA!

 

Ha per significato: "Io fare più queste cose!. – "Per carità! Non ne voglio più sentir parlare!".

 

 

 

DURA  'I  NOTALI  A  SANTU  STEFANU

 

Cosa che ha brevissima durata. - Che dura un solo giorno: da Natale a Santo Stefano.

 

 

 

PANZA  D'ÀFFACU

 

Buona forchetta. - Persona indescrivibilmente vorace. – Insaziabile. - Mangione.   (Àffacu  =  insaziabile)

 

 

 

'U  CANI  MÙZZICA  SEMP'U  SCIANCATU

 

Il cane morde sempre il bisognoso.

In effetti, la persona bisognosa non può difendersi e quindi, è molto esposta ai mali della vita.

 

 

 

DASSA  CA  PO'

 

Dicesi di persona pigra, che rinvia continuamente ad altri tempi le cose che bisognerebbe fare oggi.

 

 

 

FINIMMA  'I  FARI  CUCCHJARI

 

Tradotto letteralmente significa:

"Abbiamo finito di fare mestoli di legno".

Viene molto spesso usato con valore di "Abbiamo finito di star bene" oppure "E' finita la pacchia".

 

 

 

'U PIACIRI  D'U  CIUCCIU  E'  'A  GRAMIGNA

 

"Il piacere dell'asino è la gramigna".

Sarebbe come dire: "Questo è il bello! Se faccio questa cosa, è per un motivo ben preciso".

 

 

 

ND'HAVI  CCHJU'  JORNA  CA  SAZZIZZI

 

"Ci sono più giorni che salsicce".

Modo di dire dialettale comunemente usato per significare che "il tempo parlerà da solo".

 

 

 

FARI  LETU

 

Per ben capire il significato dell'espressione bisogna prendere ad esempio un gruppo di ragazzi che sta giocando d'azzardo, sotto gli occhi di alcuni amici spettatori che vorrebbero prendere parte al divertimento, ma non sono accettati.

Vedendosi respinti, gli "spettatori", all'improvviso, decidono di fare "letu": si buttano, cioè, sui soldi, sequestrano il "bottino" e se la danno a gambe…

 

 

 

'A  GULA  MI  VAJI  'NGHIJI  'NGHIJI

 

"Mi è venuta l'acquolina in bocca".

Frase pronunciata allorquando ci si trovava davanti ad una leccornia o qualcosa di appetitoso.

 

 

 

CRICCHI,  CROCCHI  E  MANICU  D'ANCINU

 

      Dicesi di tre persone che stanno sempre assieme, senza mai dividersi. (Manicu d'ancinu: albero del fuso, alla cui estremità è fissato l'incino).

 

 

 

NON  MANGIA  PE'  NOMMU  CACA

 

Dicesi di persona tirchia, avara, taccagna, molto attaccata ai soldi. Tradotta a senso vuole significare:

"Non mangia perché, dovendo, poi, andare di corpo, perderebbe i soldi spesi per il cibo".

 

 

 

OCCHJI  SI'  E  GRALIMI  'I  'UNDI?

 

      Dicesi di persona che piange senza provare dolore:

"Gli occhi ce l'ha, ma le lacrime da dove arrivano?".

 

 

 

PISCIA  D'I  PILI  COM'I  CRAPI

 

Dicesi di persona ricca che, volendo dimostrare di non avere un centesimo, si lamenta continuamente.

 

 

 

PERDIRI  PORCU  E  CORDA

 

Letteralmente tradotto sta a significare "Perdere il maiale e la corda con cui era legato".

Dicesi di persona che, volendo avere più cose al contempo, alla fine perde tutto. Altro detto simile è:

Perdivi vesti e paniculatu!  (Ho perso foglie e pannocchie!)

 

 

 

NCI  ABBAJA  D'U  TRENU

 

Metaforicamente si dice di un cane che, abbaiando, cerca di fare paura al treno.

Persona debole che cerca inutilmente di sfidare o affrontare un ostacolo insormontabile…

 

 

 

GIRÀU  I  SETTI  VISPICATI

 

Dicesi di colui che ha girato moltissimo per trovare con insistenza qualcosa o qualcuno che si desidera trovare o vedere (vispicati = vescovadi).

 

 

E  ANCORA

 

     'A gajina faci l'ovu e llu gaju si ciunca.

      Vaji videndu quali furnu fuma

     E' cumbinat'a tri tubi.

     Megghju fessa ca sindacu.

     Ti canusciu vecchja ficareja!

     Palumba muta non po' esseri servuta.

     No eu acitu e nno tu 'nsalata!

     S'era sumeri non si sdarrupava.

     Ammuccia cumpari ca tuttu pari.

     Si bbo' agghji scippa cipuji.

     Sup'o mortu si canta 'u misereri.

     'I 'st'erba è fatt'a scupa.

     Vaji videndu quali furnu fuma.

     Nci vaji d'arretu cucci-cucci.

     Par'u 'mmagatu d'a stija.

     Occhju non bidi e cori non doli.

     Faci 'u zìngaru 'mbiacu.

     Faci 'u sceccu 'nt'o lanzolu.

     A sapi longa…

     No eu acitu e nno tu 'nzalata!

     Nci màncanu palori ê vattìsimi.

     Aùndi jisti, Betta, pe' lavatu!

     Pari ca mancu è averu.

     Cu' manija non disija.

     Mi mostr'o mussu.

     Si conzàu com'o mèrcuri ammenz'a simana.

     Petrusìnu d'ogni minestra.

     Vaji com'u cìciar'o crivu.

     Giràu 'a "marca" e la "merca".

     S'i cogghjìu i pistoli.

     I sordi s'i spara a farvetti.

     Cu mmia no' nc'è nzugna…

     Fari 'a 'ccattaturi e 'u vindituri.

     Si 'u ciùcciu non vol'u mbivi, è 'nutili 'u frichji.

     Aspettari a ccu' n'arriva ma'.

     Jiri a Siminara p'a palora.

     Chi ti pari, ca vegnu d'Agnana?

           Faci 'u scemu pe' nommu vaji â guerra.

 

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