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 Origine Greco-Biz.

Origine Latina

Or. Spagnola

Or. Catalana

Or. Portoghese

Or. Francese

Origine Araba

 
 

ORIGINE  DI  ALCUNE  PAROLE  GIOIOSANE


        tiziano.rossi@libero.it    -   Home Page:   www.lagrandegioiosa.it
 

Il dialetto gioiosano, come quasi tutt'i dialetti cala-bresi, ha risentito moltissimo della presenza nella no-stra regione di svariati popoli che, avvicendandosi, hanno lasciato traccia di sé in una continua sovrap-posizione di vocaboli, dei quali – viste le storpiature subite strada facendo -, risulta ormai quasi impossibile stabilire l'esatta provenienza.

I galoppanti cambiamenti subiti dal nostro dialetto nel corso dei secoli hanno senz'altro provocato (è il caso di tenerlo in giusta considerazione) una certa confusione etimologica, per cui, allo stato attuale, ci troviamo di fron-te a parole che vantano discendenze diverse.

  

 

Greco-Bizantina

 

 

Abbracghari:  Diventare rauco.

Abbramari:    Il belare, quasi piagnucolando, delle pe-
              core e delle capre (in alcuni casi il ver-

              bo viene usato anche per le persone).

Accatarratu:  Che ha il catarro.

Agragni:      Oggetti o recipienti di terracotta.

Agrìa:        Specie di polenta fatta con acqua, farina,

              sale e olio.

Alliffiari:   Vestire con cura. – Imbellettarsi.

Angonìa:      Agonia.

Annacari:     Cullare. - Dondolare

Ammèndula:    Mandorla.

Armacera:     Muro a secco per recinzione.

Arrassari:    Allontanare. – Scostare.

Arrizzicari:  Rischiare.

Arrunzari:    Mancare d’ordine, di regole – Fare una co-

              sa unacosa in fretta e alla meno peggio.

Arteri:       Seconda muta del baco da seta.

Bastasu:      Facchino.

Bazzarriotu:  Mercante. – Venditore ambulante.

Boria:        Vento. – Vento caldo. – Che si dà molte

              arie. - Altezzosità.

Bromu:        Medusa di mare.

Bùmbula:      Recipiente di terracotta col collo stret-

              to, in cui si conservava l’acqua.

Cacarijari:   Scacazzare. - Imbrattare. Fare tante cose

              in una volta senza concludere niente.

Cacasèntaru:  Lombrico.

Càjupu:       Arnese per spazzare il forno delle ultime

              bracia.

Caloma:       Fune. – Corda.

Camatra:      Oziosa. – Scansafatiche.

Càmmara:      Camera.

Cammarari:    Mangiare carne nei giorni proibiti dalla

              Chiesa.

Campa:        Bruco della verdura.

Cannata:      Boccale di terracotta con un manico.

Cannizza:     Graticcio.

Càntaru:      Vaso da notte.

Carcarazza:   Gazza.

Carcarijari:  Il coccodè festoso delle galline.

Càrici:       Girelle che mantengono i licci del telaio.

Carusu:       Salvadanaio. - Bicchiere di terracotta,

              anticamente usato per la pavimentazione

              delle case.

Catàfaru:     Vecchio. – Decrepito. – Cadavere.

Catananna:    Madre della nonna.

Catanonnu:    Padre del nonno.

Catarrattu:   Botola per scendere ai piani inferiori o

              salire a quelli superiori.

Catinazzu:    Lucchetto. – Espressione di stizza una

              volta usata dalle donne al posto della pa-              rola "cazzo".

Catoju:       Sotterraneo. - Stalla. - Seminterrato.

Catrica:      Trappola. – Imbroglio.

Ciancianeji:  Sonagli appesi al collo di alcuni animali

              da pascolo.

Cilari:       Rotolare. – Ruzzolare. - Rotolare lungo un

              piano inclinato.

Cilìju:       Soluzione di farina e acqua dentro cui

              veniva immerso lo stimone per far si' che

              esso non si sfilacciasse durante il pas-

              saggio tra i denti del pettine   battitore

              del telaio (paraffina casereccia).

Cilonaru:     Colono.

Ciròginu:     Sorta di cero di modesta lunghezza.

Cocciu:       Foruncolo. – Chicco. – Seme per il baco da

              seta.

Còfina:       Larga cesta di canna con due manici.

Contra:       Escoriazione o piaga prodotta dall’attrito

              dei finimenti o del basto sul garrese di

              animali da tiro.

Cozzettu:     Occipite – Parte posteriore del collo.

Cramba:       Pianta di ceci, fave o piselli. – Ramo-

              scello di ceci.

Crisara:      Setaccio per la farina.

Cromatina:    Lucido per scarpe.

Cùcuja:       Grandine.

Cucùmmaru:    Frutto del corbezzolo.

Cujura:       Pane rotondo a forma di ciambella col bu-              co.

Curina:       Germoglio terminale di una pianta.

Cùvulu:       Tronco vuoto di un albero.

Diprunu:      Ganghero della porta, consistente in due

              pezzetti di ferro ciascuno piegato ad una

              delle due estremità a guisa d’anello.

Falanga:      Trave su cui si fa scivolare la barca per

              tirarla a riva.

Fandicu:      Tegola con foro, mediante il quale la si

              poteva spostare per la fuoriuscita del fu-

              mo della cucina.

Folìa:        Nido di uccelli.

Fosala:       Vescica.

Gerasu:       Ciliegia.

Giaramida:    Tegola.

Gghjìrica:    Tonsura

Giamparajìa:  Rotella superiore del fuso.

Girijari:     Andare in giro, gironzolare.

Gramoni:      Crivello per il grano, col fondo di pelle.

Grasciòmulu:  Albicocca.

Grasta:       Vaso.

Gurna:        Buca piena d’acqua.

Jestima:      Bestemmia. – Imprecazione.

Jimbu:        Gobba.

Jufà:         Semplicione. – Bonaccione.

Laccu:        Terreno piano un po’ acquitrinoso.

Làmia:        Copertura a volta di una stanza.

Lampa:        Lampada ricavata da un bicchiere quasi col

              mo d'acqua ed olio. Su questo ultimo viene

              poggiato un bastoncino di canna forato,

              attraversato da un lucignolo di lana o un

              fiore di luminaria.

Lima:         Acqua mescolata coi residui farinosi del-              la madia. – Lima per il ferro.

Limba:        Vaso di terracotta smaltato, a forma di

              tronco di cono, senza manici.

Mammina:      Ostetrica.

Mànganu:      Attrezzo mediante il quale si lavora la gi

              nestra, la canapa, ecc.. - Bastone con cui

              s’intreccia il fieno.

Micannu:      Recipiente di latta usato per misurare lo

              olio, equivalente alla sesta parte del

              cafìsu.

Mirò:         Infiammazione delle ghiandole linfatiche.

Mpasimari:    Rimanere esterrefatto e tramortito.

Mpaticari:    Calcare con i piedi. – Calpestare. – Met-

              tere sotto i piedi.

Mpiastru:     Empiastro. – Persona seccante e molto

              petulante.

Mucatu:       Ammuffito.

Muccaturi:    Fazzoletto da naso. - Foulard.

Muccu:        Moccio.

Mungarusu:    Dicesi di chi parla con voce nasale.

Murga:        Sedimento dell’olio. – Morchia.

Murra:        Moltitudine di uomini o animali - Gioco 

              che si fa con le dita della mano.

Mussijàri:    Torcere il muso. - Toccare col muso.

Naca:         Culla (di stoffa) sospesa sopra il letto

              matrimoniale. – Amaca.

Naci:         Peduncolo. - Ramoscello del fico.

'Ncasari:     Unire una cosa con un’altra. - Chiudere.

'Ncignari:    Iniziare. – Cominciare.

'Nchjima:     Imbastitura ('nchjimari: imbastire).

'Ncofinari:   Mettere indumenti o biancheria dentro la

              còfina (vedi sopra).

'Ncufari:     Diventare curvo per una malattia o per

              troppo peso.

'Ndraca:      Pianta grassa commestibile dalle foglie

              carnose e frutto a capsula.

'Ngruppari:   Annodare.

'Ntacca:      Segno. – Fregio.

'Ntrizzari:   Intrecciare.

Pàccaru:      Forte colpo dato con la mano da fare pie-

              gare l’avversario. – Sorta di pasta fat-

 corta        ta in casa.

Pacchjana:    Contadina. – Popolana.

Palanchinu:   Sbarra di ferro usata come leva.

Pàjuli:       Sottogola di cuoio per aggiogare i buoi.

Pannizzu:     Pannolino per l’infante.

Paparina:     Papavero.

Pappù:        Nonno.

Parinchjiri:  Riempire fino all’orlo.

Pascuni:      Pasquetta.

Petrusinu:    Prezzemolo.

Picciu:       Piagnisteo.

Pidulijari:   Piagnucolare.

Piroci:       Trottola.

Piruni:       Piuolo. – Legno appuntito.

Pitta:        Focaccia – Schiacciata di pane – Ramo car-

              noso del fico d’India.

Pizza:        Pizza. - Sanguinaccio.

Pizzata:      Schiacciata o focaccia di granoturco.

Pputtana:     Prostituta. - Meretrice.

Praca:        Pietra di forma piuttosto piatta.

Praja:        Lido.

Prèviti:      Prete.

Pròvula:      Provola.

Pruddemi:     Fili dell’ordito che rimangono dalla tes-              situra.

Pujitru:      Puledro.

Ripata:       Luogo appartato.

Ruga:         Strada. – Rione. – Vicinato.

Rùmbulu:      Intreccio – Imbroglio.

Sarma:        Antica misura per l’olio, vino, legna, sab

              bia, ecc. – Soma. - Quantità che può tra-

              sportare un asino, un mulo o un cavallo.

Sbafari:      Mangiare a dismisura.

Sbalasciari:  Danneggiare. – Guastare.

Sbatojari:    Uscire dal pollaio al mattino.

Scafazzari:   Schiacciare.

Sciancari:    Strappare.

Scifu:        Trogolo.

Scòppula:     Scaoppelloto. – Gratis.

Scoppuluni:   Sonoro scappellotto.

Scotulari:    Scuotere. – Scuotere.

Screncu:      Magro. – Macilento.

Scròpiu.      Assiuolo. - Sorta di gufo.

Spasciari:    Togliere le fasce.

Stagghjari:   Svezzare.

Stimoni:      Ordito del telaio.

Straci:       Pezzo di tegola o di mattone.

Strambu:      Strano. – Stravagante.

Stricari:     Strofinare. – Prendersela. – Offendersi.

Sumpèssaru:   Consuocero.

Sùzimu:       Ben lievitato.

Tacchijari:   Camminare velocemente.

Taju:         Talea. - Fango.

Tappina:      Scarpe.

Timpa:        Precipizio. – Rupe. - Burrone.

Timpagnu:     Disco di legno su cui si pone una grossa

              pietra per far compressione su alimenti sa

              lati. – Fondo della botte.

Tiranti:      Bretelle.

Tracandali:   Trabiccolo di grosse dimensioni, che non

              serve più.

Trigghja:     Triglia.

Trìvulu:      Piagnisteo. – Lamento. – Canto lugubre.

Trizza:       Treccia.

Trùgghju:     Paffuto. – Grasso. – Cicciottello.

Vavalaci:     Chiocciola.

Vicali:       Boccale.

Vijozzu:      Pannocchia del granoturco.

Zafalijari:   Piovigginare.

Zzimba:       Porcile.

Zzìmmaru:     Caprone. – Becco.

Zzitu:        Fidanzato.

 

 

 COGNOMI DI ORIGINE GRECA


Argirò
:       Argento (argiròs).

Campolo:      Curvo. – Piegato.

Filocamo:     Desideroso di nozze.

Macrì:        Lungo.

Morabito:     Muro insuperabile.

Muscari:      Vitello.

Spanò:        Sbarbato.

Strati:       Guerriero.

Tripodi:      Treppiedi.

Vadalà:       Balbuziente.

Versace:      Scudiere.

Zavaglia:     Povero diavolo.

 


CONTRADE DI ORIGINE GRECA

 

Armo:         Dorso di monte.

Cessarè:      Luogo ricco di edera.

Colacà:       Adulatore.

Drusù:        Luogo ricco di quercie.

Laccu:        Stagno.

Lìmina:       Palude - Laguna.

Spartusu:     Coltivato. - Luogo seminato.


 

 

ORIGINE  LATINO - MEDIEVALE

 

Abbentu:      Riposo. - Respiro.

Abitinu:      Scapolare.

Avogghja:     Parecchio. - Molto. – Hai voglia!.

Àccia:        Sedano.

Biveri:       Abbeveratoio.

Boccacciu:    Barattolo di vetro.

Braseri:      Braciere.

Calandreji:   Scarpe fatte di vegetali. - Sandali.

Chjaccu:      Cappio.

Chjozzu:      Gelso.

Cogghjiri:    Raccogliere.

Dijunu:       Digiuno.

Fagu:         Faggio.

Fasceja:      Contenitore di giunco per la ricotta.

Fetiri:       Puzzare.

Fezza:        Feccia.

Figghjari:    Fare figli. - Partorire.

Formiculijari Intorpidire. - Addormentare.

Furma:        Stampo.

Grunda:       Broncio.

Guàjera:      Grossa ed evidente ernia inguinale.

Hjatari:      Fiatare (hjatu:  fiato).

Hjocca:       Chioccia.

Hjumara:      Fiume.

Hjumenta:     Giumenta.

Hjuhhjari:    Soffiare.

Jèrmita:      Quel tanto di grano mietuto che può essere

              contenuto in una mano.

Jippuni:      Corpetto dei contadini.

Jungiri:      Congiungere. - Unire.

Lastra:       Capra giovane, che non ha ancora fi-glia-

              to. - Vetro delle imposte.

Lissìa:       Liscivia. - Ranno. - Miscuglio filtrato di

              cenere e acqua bollente usato per fare il

              bucato

Mappina:      Canovaccio. - Strofinaccio.

'Mbonari:     Mettere l'acqua nei tini in modo da far

              gonfiare le doghe bagnando il legname.

Minchjuni:    Sciocco. - Stupido.- Uomo da nulla.

Mundari:      Sbucciare.

Murra:        Insieme di persone.

Naschja:      Nasone.

Nchjanata:    Salita.

'Ncignari:    Incominciare.

Nigghja:      Nebbia.

Nòzzulu:      Sansa.

Ogghjari:     Oleare.

Panaru:       Paniere.

Paparina:     Papavero.

Perciari:     Bucare.

Petturali:    Striscia di cuoio che passa davanti al

              petto degli animali da tiro.

Pejicchja:    Pelle pendente.

Pìditu:       Peto.

Piràjinu:     Pero selvatico.

Ricùnsulu:    Pranzo offerto e portato da parenti o a-

              mici alla famiglia del defunto nei primi

              giorni successivi alla sua morte.

Rocina:       Grappolo d'uva.

Ricogghjiri:  Raccogliere.

Restuccia:    Stoppia.

Runca:        Roncola.

Sajimi:       Strutto di maiale per condire.

Sbentari:     Arieggiare.

Scagghjola:   Semi di una specie di gramigna che si dà

              agli uccelli tenuti in gabbia.

Scalogna:     Specie di cipolla dolciastra.

Scanzìa:      Scaffale in legno.

Scarfari:     Riscaldare.

Scolla:       Cravatta.

Scotulari:    Spolverare. – Scuotere.

Suja:         Sulla. – Pianta foraggera.

Suverchju:    Superfluo.

Tavuleri:     Spianatoia. - Tagliere.

Tilaru:       Telaio.

Trappitu:     Frantoio.

Trùgghju:     Grassoccio. - Paffuto.

Turduni:      Sempliciotto.

Tuvagghja:    Asciugamano. - Tovaglia.

Urmu:         Olmo (Dassari all'urmu: lasciare a bocca

              asciutta, come accadeva in un gioco a car-              te che si faceva nelle cantine.

Vacantu:      Vuoto.

Vajana:       Baccelo. - Membro virile.

Verru:        Verro.

Vèrtula:      Sacco.

Zzìppula:     Frittella. - Zeppola.

 


COGNOMI LATINI

 

Modàfferi:    Che porta equilibrio, misura.

 

 

TOPONIMI LATINI

Gioiosa:      In odio a Giove per il suo clima torrido.

 


 

ORIGINE  SPAGNOLA

 

Abbuscari:    Cercare. - Buscare. - Trovare.

Acquazzina:   Rugiada.

Accurciari:   Raccorciare.

Accurciatura: Scorciatoia.

Afflosciari:  Allentare. - Sgonfiare.

Allascari:    Diminuire la tensione. - Allentare.

Allisciari:   Lisciare. - Accarezzare.

Ammaccari:    Pestare. - Batter su un corpo in modo da

              schiacciarlo.

Ammolari:     Affilare.

Ammuntunari:  Tenere il broncio.

Appattari:    Uguagliare.

Arrizzari:    Arricciare.

Arrustiri:    Arrostire.

Assettari:    Sedere.

Attizzari:    Mettere tizzi al fuoco.

Atturari:     Abbrustolire.

Bagullu:      Baule.

Botta:        Colpo.

Buffettuni:   Schiaffo.

Burraccia:    Contenitore di acqua di lamiera, con la

              pancia larga e il collo stretto.

Campari:      Vivere.

Canciòffulu:  Carciofo.

Capijera      Chioma folta. – Capigliatura.

Capizza:      Cavezza.

Capizzuni:    Che sta a capo.

Caracolu:     Lumaca.

Carcarijari:  Fare come la gallina quando annunzia di

              aver pronto l'uovo.

Carma:        Calma. – Flemma.

Catalettu:    Tavolo posto più in alto del letto del de-

              funto sul quale è sistemata la bara.

Cciappa:      Pietra larga e sottile.

Chiàcchjera:  Chiacchiera.

Chjazza:      Piazza.

Ciminera:     Camino. – Ciminiera.

Crispa:       Grinza.

Cucchjara:    Mestolo di legno.

Fìcatu:       Fegato.

Ferrettinu:   Filo di ferro ricurvo che serviva a soste-

              nere i capelli lunghi delle donne.

Flòsciu:      Cadente. – Debole. – Esanime.

Gnacculijari: Vezzeggiare.

Gnìgnara:     Capacità di intendere. - Ingegno.

Lifriscu:     Rinfresco.

Lurdiri:      Ordire.

Mariolu:      Furbo. – Imbroglione. - Mariuolo.

'Mbrogghjari: Imbrogliare.

'Mbuttita:    Trapunta di lana. – Imbottita.

Mpiatru:      Empiastro. – Seccante. – Uggioso.

Muccaturi:    Fazzoletto per il naso. - Foulard.

Murra:        Folla. – Moltitudine di persone o animale.

              Morra.

'Ngarrari:    Riuscire.

'Ntroppicari: Inciampare.

'Ncornari:    Dicesi di animali che si colpiscono con le

              corna. – Tradire.

'Ncugnari:    Spingere. – Conficcare.

'Ndovinagghja Indovinello.

'Nzertari:    Indovinare.

Paisanu:      Paesano.

Palumba:      Colomba.

Paparijari:   Pavoneggiarsi. – Essere borioso.

Pistagna:     Striscia di stoffa che forma il bavero di

              una giacca o di un soprabito.

Puticgha:     Bottega. - Negozio.

Quetu:        Calmo. - Rilassato.

Rugnuni:      Rene.

Scalora:      Scarola.

Scampari:     Spiovere. – Smettere di piovere.

Sciamberga:   L'atto dell'accoppiamento.

Scorciari:    Scorticare.

Scorzutùmbulu Capitombolo.

Scupetta:     Fucile da caccia.– Schioppo.

Crianza:      Comportamento educato.

Sgarrari:     Fare errori. - Commettere impudenze.

Sicarru:      Sigaro.

Smammari:     Svezzare. – Andare via.

Speziali:     Antico nome del farmacista.

Spezzerìa:    Farmacia (Spezzeria aperta: pantaloni

              sbottonati…).

Supprezzata:  Soppressata.

Turduni:      Ottuso d’ingegno.

Vasciari:     Abbassare.

Vilanza:      Stadera. - Bilancia.

Vrazza:       Braccia.

Vrazzata:     Quantità di cose che si possono stringere

              tra le braccia. – Bracciata. - Fare l'om-              brello con le mani, come per dire: "Tie',

              prendi questo!...".

Zzoppu:       Zoppo.

 

 

  

 

ORIGINE  CATALANA

 

Addunari:     Accorgersi. - Rendersi conto.

Agguantari:   Afferrare. – Tirare. – Sostenere.

Allampatu:    Colpito dal fulmine.

Ammujinu:     Confusione chiassosa.

Annettari:    Pulire.

Arrapari:     Eccitarsi sessualmente.

Arrizzicari:  Rischiare.

Catalogna:    Varietà di cicoria.

D'arredi:     Di dietro.

Doga:         Asse di legno di cui si compone il corpo

              di una botte o di un tino.

Fera:         Fiera. – Mercato.

Godiri:       Godere.

Muccaturi:    Fazzoletto per il naso. - Foulard.

Munta:        Eccitazione precedente l’atto sessuale.

'Ntrallazzari Intrigare. - Imbrogliare.

Nettu:        Pulito. - Limpido. - Chiaro.

Nominata:     Nomea. - Fama. - Notorietà

Prescia:      Fretta.

Rastu:        Indizio. - Sentore. - Odore lasciato dalla

              selvaggina che permette al cane di inse-

              guirla

Stròscina:    Donnaccia.

Timpa:        Rupe. - Burrone.

Tòzzulu:      Tozzo di pane raffermo.

Zzuccherari:  Zuccherare. - Addolcire.

 

 

 

 

 ORIGINE  PORTOGHESE

 

Adovari:      Fare le uova.

Ccittiri:     Zittire. – Calmare. - Appagare.

Crista:       Cresta.

Mura:         More selvatiche.

Scagnozzu:    Servitore e uomo di fiducia.


 

 

ORIGINE  FRANCESE

 

Abbisari:     Avvisare. – Avvertire.

Abbertiri:    Avvertire. – Avvisare.

Accattari:    Comprare.

Addubbari:    Adornare. - Abbellire.

Affruntari:   Affrontare. – Insultare. – Ingiuriare.

Ajirta:       In piedi.

Ajumari:      Accendere. - Illuminare.

Ammucciari:   Nascondere (A mmucciuni: di nascosto).

Ammucciateja: (Più usato  mmucciateja) Gioco del rim-

              piattino. - Nascondino.

Apprettari:   Provocare. - Molestare. - Aggredire.

Arraggiari:   Adirarsi (Arraggia: rabbia).

Arranciari:   Adattare. - Arrangiarsi. – Recuperare.

              Trarre profitto.

Arredi:       Indietro.

Arrocculari:  Sdraiarsi comodamente. - Raccontare

              stupidagini (Chi m'arròcculi!).

Arrollarsi:   Mettersi insieme. - Unirsi ad altri. – Far

              si avanti. – Avventarsi.

Arrumbulari:  Rotolare. – Capitombolare.

Attu:         Altro.

Bavaglinu:    Bavaglino.

Bibbirò:      Poppatoio.

Brecciu:      Brecciame.

Brilloccu:    Ciondolo a medaglione nel quale è spesso

              inserita una foto.

Buatta:       Barattolo per conserve.

Buffetta:     Tavolo da pranzo.

Bùggia:       Tasca. - Saccoccia.

Càggia:       Gabbia.

Casciuni:     Cassone.

Cassalora:    Casseruola.

Cojaru:       Colletto.

Coscinu:      Guanciale.

Cummò:        Cassettone. - Comò. - Canterano.

Fangottu:     Cartoccio. - Pacchetto.

Finezza:      Raffinatezza.

Fissa:        Organo genitale femminile.

Foresteru:    Forestiero. – Straniero.

Forgiaru:     Fabbro (Forgia: bottega del fabbro).

Fujina:       Faina.

Gabbari:      Ingannare. - Beffare.

Gabbu:        Meraviglia sprezzante.

Giacchetta:   Giacca.

Gilè:         Panciotto.

Giugnettu:    Luglio. - I romani avevano dedicato que-

              sto mese a Giulio Cesare (nato il dodici

              luglio).

Guccerìa:     Macelleria.

Jassusu:      (Oppure Jà ssusu) In alto. – Lì sopra.

Jassutta:     (Oppure Jà ssutta) In basso – Lì sotto.

Lagnari:      Lamentarsi, straziarsi.

Lagnusu:      Piagnucoloso.

Laccijari:    Tagliare la carne a tocchetti.

Lestu:        Svelto. – Veloce.

Loggia:       Terrazzino. – Balconcino.

Lumera:       Lucerna. - Lume.

Maramitta:    Marmitta.

Mastazzolu:   Dolce a forma di "S", a base di miele, fa-

              rina e zucchero.

'Mbuttunari:  Abbottonare.

Mustazzu:     Baffo lungo e folto.

'N pressa:    In fretta.

'Ngrippari:   Bloccarsi.

Ovatta:       Cotone filaccioso, allargato in falde, per

              imbottire i vestiti o per uso sanitario

Palanca:      Moneta da due soldi.

Palettò:      Cappotto.

Papàtulu:     Burattino. – Pupazzo.

Parpagnu:     (In modo pari) Regolo rudimentale, sosti-

              tutivo del metro, usato per uguagliare va-

              varie misure (ad esempio, per verificare

              se la distanza tra due muri paralleli è

              uniforme dall'inizio alla fine).

Percallu:     Tessuto di cotone molto leggero.

Perciari:     Bucare. – Forare.

Pilusciu:     Pelo liscio e morbido.

Pisciazza:    Urina. - Orinata.

Pisciaturi:   Orinale.

Pisciatina:   Pioggia lenta e sottile. - Orinata ripetu-

              ta come quella dei cani.

Pompa:        Tubo di gomma usato per irrorare o forni-

              re l'acqua alle zone che scarseggiano.

Ribbusciatu:  Depravato. – Debosciato.

Rimporzari:   Rinforzare.

Risbigghjari: Svegliare.

Rovina:       Rovina.

Rugna:        Scabbia umana e animale.

Schifu:       Schifo.

Sciafferru:   Autista.

Sciammissu:   Camice.

Sciaraballu:  Veicolo malandato.

Scornatu:     Vergognarsi.

Sguinciu:     Traverso.

Sparatrappi:  Cerotto.

Tiraturi:     Cassetto.

Toletta:      Lavabo composto da una bacinella, una

              brocca, uno specchio.

Tuppu:        Acconciatura dei capelli ottenuta con lo

              incrocio delle trecce dietro la nuca e con

              l'aiuto di forcine. - Crocchia.

Vitrina:      Vetrina.

Zichinetta:   Gioco delle carte d'origine soldatesca.


 

 

ORIGINE  ARABA

 

Arbasu:       Sorta di panno grossolano e pesante di co-

              lore nero.

Arrassari:    Allontanare. – Scostare.

Babbasuni:    Sciocco. - Incapace.

Balicia:      Valigia.

Cabeja:       Partita d’olive presa in fitto durante

              l’annata olearia.

Cafisu:       Misura per l’olio, della capacità di 16 –

              18 litri, a seconda del luogo.

Calijari:     Seccare al sole.

Cammisa:      Camicia.

Càmula:       Tignola. - Tarlo.

Camurra:      Camorra.

Casuarmenti:  Casualmente.

Cassarijari:  Sperperare.

Catramma:     Catrame.

Catu:         Secchio per acqua.

Cifeca:       Cattiva qualità. - Brodaglia.

Cùscussu:     Sorta di pastina.

Fannacca:     Collana.

Ferrubba:     Carruba. – Frutto del carrubo.

Giarra:       Giara.

Hjaccari:     Spaccare.

Limuni:       Limone.

Malangiana:   Melanzana.

Ròtulu:       Rotolo. - Antica misura di peso che valeva

              pressappoco kg. 0,890.

Sciruppu:     Sciroppo.

Tabbacchera:  Tabacchiera.

Tafanariu:    Ano.

Tamarru:      Villano. - Sgarbato. - Cafone.

Tambutu:      Bara.

Tùmanu:       Tomolo. - Misura per aridi.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

 

 


 



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