'U  COLLEGA

 

CENNI BIOGRAFICI SU UN ESTROSO PERSONAGGIO DEL VECCHIO SECOLO

 
 

RITORTO ROSARIO

POETA SECONDARIO

 

 

Così si autodefiniva il nostro concittadino Ritorto Rosario Domenico Antonio, meglio conosciuto e ricordato dai Gioiosani col  nomignolo di “Collega.

Forse perché dava a tutti del "collega" e forse perchè molto spesso si trovava alle prese con (colleghi poeti) che, durante i vari conviti paesani, lo sfidavano a brindisi in rima.

Personaggio estroso, bizzarro, impavido e sognatore; la poesia e la musica furono per lui la ragione della sua esistenza.

Visse una vita di stenti, sempre alla ricerca di un la-voro definitivo che forse gli avrebbe permesso di sostenere la famiglia, sia pure modestamente.

Lo troviamo, così, impegnato in brindisi estemporanei, da lui stesso coniati e declamati agli sposi (vedi sezione dedicata ai Brindisi), durante i banchetti nuziali che anticamente venivano fatti all’aria aperta, all’ombra dei grandi ulivi delle campagne gioiosane.

Ecco un saggio del suo estro poetico:

 

AI NOVELLI SPOSI


Dal cielo scorre una pioggia di rose,

viva questi novelli sposi.

E voi attraente e sopraffina,

delle rare bellezze voi siete la regina.

E voi sposo giulivo e giocondo,

con le vostre bellezze illuminate il mondo.

Fior di viole,

vi commossero la bellezza sopraffina.

Michelangelo e Raffaello vi dipinse il ritratto più bello.

Dante, Virgilio e Leopardi, di fantasia,

vi scrissero la più bella poesia.

E domani mattina quando vi alzate,

cinguetta il bellissimo usignolo e voi vi trovate

nelle ricchezze di pilazzine in oro ricamate.

E voi, bella come l’onda,

portate la bellezza della Gioconda.

E vi devo dare una risposta:

portate la bellezza della Tosca.

Vi parlo in questo momento,

tutti gli artisti per voi sono in movimento;

Verdi, Puccini e Bellini,

vi conobbero le bellezze sopraffine.

E ora gli invitati vi offrono aguri e complimenti

da vicino e da lontano,

viva li singoli sposi con il celeste vano.

 

                                                          E per le vie dell’universo,

                                                          Rosario Ritorto, poeta disperso.

 

 Altre volte lo vediamo alle prese con sdolcinati componimenti poetici indirizzati alle “gioiosanelle” del tempo, dalle quali riceveva per ricom-pensa una manciata di fichi secchi.

In altre occasioni lo troviamo intento a curare la sua nutrita corrispon-denza epistolare, che Rosario allaccia con ricchi, nobili, artisti e politici del tempo.

Nella lettera che segue, il Collega è alle prese con l’On. Foderaro, al quale si rivolge per ottenere la pensione.

 

All'on. Prof. Avv. Foderaro Salvatore

CAMERA DEI DEPUTATI - R O M A

 

Come un fulmine a ciel sereno ho appreso la dolorosa notizia della morte della vostra cara mamma e con cuore compunto, mi accingo a por-gervi le mie più sentite condoglianze.

Parlo della vostra cara mamma.

On. E' spenta la Signora Foderaro, il ricordo della sua bella persona non sarà mai cancellato dalla nostra mente, la signora Foderaro è morta ma per i suoi meriti vive in eterno innanzi al cospetto di Dio, non sarà mai dimenticata dai figli e dagli amici che sempre l'hanno avuta vicino al loro cuore con la sua generosità i parenti e i figli serberanno un ricordo perenne e per onorare la sua pia memoria spargeranno una continua pioggia di fiori, lagrime, benedizioni e soprattutto opere di carità in suffragio della sua anima benedetta.
Oh distinta signora Foderaro voi sarete sempre nella nostra memoria e una lode faremo incessantemente alle vostre virtù che tanto vi hanno distinto in questa terra.

Vostro santo nome. Il riposo eterno concede o Signore e la luce perpetua la inondi e per la tua gran misericordia fa' che questa signora riposi in pace.

Onorevole, io conservo la vostra fotografia come un ricordo prezioso e non mi dimentico mai di voi.

Vi chiedo una grazia: siccome io sono disoccupato e senza pensione d'invalidità vecchiaia, vorrei che v'interessaste per l'anima della vostra cara madre di farmi ottenere una pensione per la mia triste vecchiaia, perchè sono un fedele attivista della Democrazia Cristiana, e sempre ho messo il voto per voi unitamente ai miei.

Il supremo Dio lo compenserà concedendole la sua pace e le vere gioie cristiane col massimo rispetto la ringrazio.

Umilissimo maestro di musica

 

                                           RITORTO Domenicantonio Rosario

 

      P.S.

Sono un vecchio fante della guerra mondiale 1915-18 con due fra-telli morti per la patria e al più in quell'epoca i datori di lavoro non li iscrivevano negli elenchi anagrafici e le ditte non versavano i contributi per le marche assicurative.

Che colpa ne abbiamo questi onesti e poveri lavoratori?

Perciò vi prego di interessarvi per questi poveri lavoratori che altri-menti tocca andare raminghi in cerca di carità e di penare per le amare strade.

Per noi altri pochi anni di vita sono e come avete risolto tanti pro-blemi potrete risolvere anche questo, per questi vecchi fanti per merito di questa invantevole Trieste ritornata all'Italia.

Umilmente vi stringo la mano. Umile religioso suo servo.

 

                               Maestro Ritorto Domenicantonio Rosario

 

     

'U Collega dedicò gran parte del suo tempo alla poesia e alla musica, consacrando ad esse l'intera ragione della sua esistenza.

Lo troviamo, così, alle prese con spartiti musicali o, addirittura, con trattati messi in chiave di vere e proprie lezioni di musica, così come dimo-strano le parole e le note del pentagramma che segue:

Motivo di orgoglio per lui, ma non per quanti lo ascoltavano, erano le sue tre composizioni: "La verginella delle rose", "Natale in montagna" e "Il diavolo nel bottiglione".

Ma per voi abbiamo scelto due sue composizioni: una lirica, tra lingua e vernacolo, che il Ritorto dedicò e forse osò coraggiosamente inviare agli esponenti del Governo di allora, e una lettera indirizzata al sindaco della città di Trieste.

 

E' nato il Divin Messia

auguri per Natale, Capodanno ed Epifania

ed io lo prego con vero amore

per consolare tutti i nostri cuori.

E con vera melodia offro auguri e poesia.

O Gesù che nell'umile capanna

umilmente ti assidi fra i pastori

che t'esprimono il ritmo sulla canna

de la zampogna i loro ingenui amori,

mentre l'aura risuona dell'osanna

degli angeli discesi in ampli cori

a cantar la celeste ninna-nanna,

tra i poveri mortali peccatori.

Si alzano dalle capanne i pastorelli

dal cielo scendono celesti angeli belli.

Ninno mio saporitillo

ti amo assai che sei piccirillo

e m'inchino alla capanna

per cantarti la ninna-nanna.

Per te canta l'usignolo

dormi, dormi o mio tesoro.

Sei gentile e pieno d'affetto

dormi, dormi o mio pargoletto.

O Bambino mio d'amore

perdona tutti i peccatori.

O bambino mio d'amore

perdona a tutti i nostri cuori.

E voi, On. colto e risplendente

propizi auguri a Pref. Dep. Sen. Min. e Presidente.

E si sente un eco giocondo

prego per tutte le anime del mondo.

E a tutti vi dono omaggi con vero affetto

della scena del mondo sono il più poveretto.

E per le vostre ricchezze io me ne godo

a tutte le vostre famiglie auguri d'oro.

E per la via dell'universo

 

                                      ROSARIO RITORTO Poeta disperso.

 

 

     Ma il vero "pezzo forte" di Rosario era la serie di brindisi estemporanei che facilmente coniava durante i banchetti nuziali (ai quali non mancava mai...).

     Si trattava di composizioni del tipo:

 

    "Corpo del diavolo!

     Un colpo di vento mi portò a Ceravolo

 

che lui, salendo su una sedia, declamò a Ceravolo durante un banchetto matrimoniale.

     Oppure:

                            "Adesso che siamo in questo governo,

                             Buonpensiere resterà in eterno",

 

"sfoderata" alla fine di un concerto bandistico tenuto a Gioiosa, dal ma-estro Buonpensiere, in occasione della festa di Santa Cecilia.

     E continuando lungo la strada del suo bizzarro ed estemporaneo estro poetico, ci è gradito, adesso, riportare alcune delle sue eloquentissime ri-me: incroci di brindisi con auguri, il cui risultato non ha bisogno di com-menti:

 

"E mmo chi passa 'u funerali

 evviva l'abbocàtu Correali!"

 

"Fior di "majorca"

 evviva la famiglia Murdocca!

 

"I miei versi sono fini

 come le malangiani chini".

 

"Non vi dico di mettere le mani nel portafoglio,

 ma, almeno, portatemi una bottiglia d'olio!...".

 

Ma la più esilarante rimane quella che lui compose in occasione della visita a Gioiosa della tanto attesa Principessa Pignatelli. Rima che declamò arrampicandosi sul pianerottolo della chiesa di San Nicola di Bari.

Eccola in tutta la sua eloquenza:

 

       "Principessa, siete sbocciata in un villino

        dove c'è àccia, mesilicò e petrusìno".

 

(Accia=sedano - Mesilicò=basilico - Petrusìno=prezzemolo)

 

 

 

Una cosa è certa: il Ritorto era molto modesto. Lo si può rilevare dal modo con cui firmava le sue opere:

 

"Ritorto Rosario, poeta secondario".

 

 

Viste le condizioni misere in cui versava la sua famiglia, Rosario chie-deva continuamente soccorsi finanziari a manca e a destra.

Ciò può essere dimostrato dalla lettera che egli scrisse a Papa Pio XII, in data 21 giugno 1950 (che non riportiamo per problemi di spazio) o dalla risposta (anche se negativa) che il Console Generale Americano indirizzò al nostro "Collega", in data 6 giungo 1950:

A riprova dei suoi rapporti epistolari con le più alte autorità terrene ed extraterrene..., vogliamo proporre, alla cortesia dei signori lettori, la lirica GENTILISSIMO SIGNORE: componimento in lingua con il quale il Ritorto questa volta si indirizza addirittura al Creatore con la preghiera di spezzare una lancia a favore della pace tra le due grandi potenze mondiali.

 Eccone il preciso contenuto, ricavato da un volantino dell'epoca.

 

GENTILISSIMO SIGNORE

 

Il giorno delle buone feste vi sia dato tutto quello

che desidera il vostro cuore e Gesù con le sue Bellezze

vi abbondi la vostra famiglia di salute e di ricchezze.

 

E ti cantiamo la ninna nanna con vero cuore

manda pane e lavoro a tutti i lavoratori.

E di quello che io vi descrivo

con l'augurio che l'America e la Russia farà un

accordo pacifico definitivo.

E noi come tanti gioielli

facendo questo siamo tutti fratelli.

E cantiamo la ninna nanna a coro a coro

vi porto BUONE FESTE per Natale e Anno Nuovo.

Ninna nanna, mio Bambino,

io ti sogno un bel giardino;

alla pergola è nata l'uva

tutta d'oro tutta matura.

E le stelle in veli d'oro

se la invidiano fra loro.

Ninna nanna figlio caro

quando il buon Gesù dormia,

si vedeva un foco raro

splendere fino alla Turchia.

Spento il fuoco... la mamma tace;

figlio santo riposa in pace.

E per giovani, bambini e adulti

sono il poeta che prega per tutti.

E gorgheggia il bellissimo usignolo

auguri per NATALE ed ANNO NUOVO.

 

                    Poeta musico Cav.  ROSARIO RITORTO

                    Via Lamarmora, 12 - Gioiosa Jonica

 

    

     Estroso sarto di "scuola francese" (motivo per cui camminava sempre in papillon), pare che il Ritorto abbia cucito un soprabito con ben 27 ta-sche... (Giacchè non si conoscono record precedenti, è strano che non sia stato ancora citato nel "Guiness dei primati").

Ma tra tanta ilarità, nella sua vita non potevano mancare le cose serie e concrete. Non va, infatti, dimenticato che la nonna del Ritorto (per il fatto che a Gioiosa, tra tutte le mamme, era quella che aveva "mandato" più figli in guerra)  fu prescelta a fare da madrina durante l'inaugurazione della tratta ferroviaria Mammola - Gioiosa Marina (1932).

   

Ma l’11 marzo del 1958 venne il vento impetuoso.

E soffiò forte nel cuore del Collega.

E tutto portò con sé, le sue rime, i suoi brindisi, le sue lettere, i suoi spartiti!

Di Rosario ci rimane soltanto un vecchio foglio di quaderno su cui un giorno, convinto che si sarebbe perso nel buio della notte, scrisse:

 

          E per le vie dell’universo,

          Rosario Ritorto, poeta disperso.

 

 



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