| IL CANTASTORIE | ||||||
| Ascoltate, signore e signori, una storia vi voglio cantare... Così cominciava il racconto! | ||||||
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Ogni avvenimento, piccolo o grande che fosse,
veniva raccontato dal cantastorie, sof-fermandosi su alcuni punti del
“racconto” che veniva sottolineato secondo il proprio punto di vista.
La ragazza, chiamata Rosetta,
Alla fine, la "ballata", stampata su fogliet-ti di carta, veniva offerta
alla gente in cambio di qualche lira. |
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'A BARUNISSA DI CARINI (autore ignoto)
Nel 16° secolo, grazie ad uno scrittore siciliano ignoto, viene fuori un singolare poemetto: “La Barunissa di Carini”, ispirato al tragico episodio verificatosi nel 1563 nel castello di Carini. La storia racconta
della bellissima quattordicenne Laura, figlia del
noto barone
Cesare Lanza, andata sposa a
Vincenzo II La Grua, pur essendo innamoratissima di
Ludovico Vernagallo, amico di famiglia. Tale Laura viene uccisa
nel castello, dallo stesso padre; Ludovico, più tardi, sarà
soppresso da uno sgherro. Della giovane Laura e del suo
amore sfortunato rimane solo la testi-monianza dei cantastorie che,
per anni, l’hanno raccontata a migliaia e migliaia di cittadini
della Calabria e della Sicilia.
a Carini c’è lu luttu ad ogni casa…
ci passa spessu un beddu cavalieri. Lu Vernagallu, di cori gentili, chi di la gioventù l’amuri teni.
………………………
……………...................
E comu dici sti amari parole, Ma della bravissima Rosa Balistreri - che, possiamo dire, finì i suoi giorni nel nostro paese, dov'era venuta per eseguire dal vivo la colonna sonora della commedia "I mafiusi della Vicaria di Palermo" (A. Camilleri) -, ci è gradito proporre ai visitatori un brevissimo saggio di alta bravura, dove sentimenti, passione, fantasia e realtà s'intrecciano nella grande emozione che la brava cantastorie siciliana riesce a trasmetterci raccontando in musica la storia di "Turiddu Carnivali" (tratta dal sito www.rosabalisteri.it).
IL BANDITO TURI GIULIANO
I cantastorie, girovagando di paese in paese, con viva emozione raccontavano alla gente anche storia della vita tormentata di Salvatore Giuliano, nato e vissuto nella Sicilia della "fame" secolare...
In quel tempo di guerra, lontano, la Sicilia moriva di fame, ogni dì cento grammi di pane
a nessuno poteva bastar. Erano gli anni terribili della guerra! Gli anni in cui la Legge era davvero intollerante e nulla Le si poteva nascondere... Per un semplice sacco di farina, che il giovane Turiddu portava con sè per aiutare la famiglia a superare la crisi del periodo, si accese una banale colluttazione tra lui e i gendarmi dell'epoca...
Per un po' di farina, Giuliano, fu fermato dai carabinieri, egli piange e si getta ai lor piedi, ma non trova nessuna pietà.
Ma la legge ricorso al dovere i gendarmi dovevano fare la farina dovran sequestrare e il picciotto in galera mandar.
Pieno il cuore di gran dispiacere, alla mamma Turiddu ha pensato...
Ma forse è meglio ascoltare dalla grande voce di Franco Trincale la tragica vicenda che arrecò lutti a moltissime famiglie di Montelepre.
Clicca sul pulsante sottostante per ascoltare la
triste ballata siciliana.
Clicca due volte sulla freccetta per ascoltare il brano
Una cosa
importante che bisogna notare e che, ascoltando la "storia cantata"
di Giuliano, il pubblico, rapito dalle toccanti parole del
canta-storie, era talmente condizionato dall'emozionante racconto,
al punto di accordare la propria simpatia al bandito e non alla
Legge (che, in tale occasione, veniva considerata avversa ai bisogni
del popolo).
UNA VENDETTA DELLA MANO NERA
Infine, la storia orripilante tratta da una pagina di cronaca nera, pub-blicata a Firenze nel 1910 . Giuseppe Ruvolino, calabrese emigrato in America, avendo commesso uno sgarro, al ritorno - con la famiglia - nel suo paese natale viene atrocemente ucciso mentre dorme...
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contenuto artistico e culturale di cui le pagine sono impregnate.